mercoledì 13 giugno 2012

Imparare ad usare uno sgancio senza grilletto (a back tension)

di Joe Bauernfeind

“Non posso usare quel tipo di sgancio, l’ho provato una volta e mi sono dato un pugno sulla bocca”.

Questa frase è diventata una parte della mia nuova vita nel tiro con l’arco e sto dedicando me stesso ad eliminarladal lessico arcieristico del “non posso farlo”. Avendo suscitato la vostra attenzione (spero) lasciatemi anticipare, e poi rispondere a, alcune domande su questo tipo di sgancio.
Primo, perché parlo della mia “nuova vita” arcieristica?
Ciò a cui mi sto riferendo è il mio viaggio durante gli ultimi 45 anni dall’essere semplicemente un arciere a diventare tiratore, risolutore di problemi e fabbricante. Ho iniziato nel 1963 nell’era dei tiratori ricurvi con le dita e, grazie al buon Dio, sto ancora andando forte all’età di 71 anni.
Durante questi anni ho visto o ho fatto esperienza di prima mano di quasi tutti i demoni, sia fisici che mentali, che hanno afflitto gli arcieri fin dall’epoca dei Turchi. Il più crudele di questi demoni, e che mi ha quasi portato al punto di smettere, è stato il target panic.

Questo è un mostro a molte teste che può attaccare in vari modi (il mio era l’incapacità di lasciar andare la corda senza un pensiero conscio).
Altre manifestazioni includono il congelarsi sullo spot, tirare all’improvviso, e molti altri difetti che impediscono di essere performanti come sappiamo di poter essere.
Ogni altro sport ha la sua forma di questa malattia, quindi non pensate che si applichi solo al tiro con l’arco. E’ certamente un problema mentale e, sebbene alcuni dispositivi possano aiutare nel nostro tentativo di tenerlo a bada, non sono a conoscenza di nessun espediente che possa portare una cura veloce. Per me la strada verso il benessere è stata aperta dall’avvento dello sgancio meccanico, che mi ha tenuto nel tiro con l’arco, non lo sgancio in se stesso, ma piuttosto il concetto che il rilascio della freccia fosse una completa sorpresa per l’arciere. Ho avuto un po’ d’aiuto dai primi sganci, ma il mio tiro era ancora a comando piuttosto che un rilascio a sorpresa, quindi sotto stress il “mostro del rilascio” avrebbe rialzato la sua brutta cresta. Una volta che venne alla luce l’idea del rilascio a sorpresa, l’ho colta subito al volo e mi sono incamminato lungo la strada del recupero.
Dopo trent’anni di gare e con l’età che avanza, ho gradualmente iniziato a lasciarmi trasportare verso l’idea di trasmettere ad altri alcune delle mie conoscenze raggiunte con difficoltà, e sono nati i prodotti Zenith Archery. Naturalmente la nascita di un’azienda è equivalente alla vita reale in cui c’è un momento di concepimento, un periodo di gestazione e uno di apprendimento continuo che, così come la vita, non finisce mai finché non termina il ciclo dell’esistenza e anche allora viene comunque trasmesso alle generazioni future. Per me il momento del concepimento è stato l’idea di sostituire l’impugnatura del più popolare sgancio del momento con una che non causasse la temuta “protuberanza callosa” sul dito indice o peggio ancora che non danneggiasse i nervi di quello stesso dito. Da quell’idea iniziale ne saltarono fuori altre e crebbero e, prima che lo sapessi, ero nel business dell’arcieria.
Quando ho cominciato Freddie Troncoso, uno degli innovatori dei migliori prodotti per il tiro con l’arco, mostrò interesse verso il mio sgancio.
Quando gli dissi che avevo ancora un impiego regolare e che non avevo modo di fare abbastanza pezzi per iniziare un commercio mi disse “Non preoccuparti di questo, troverai il modo di farlo”. Aveva perfettamente ragione e questo è il consiglio che ancora dò a quegli arcieri che hanno il seme di un’idea che germoglia nella loro testa.

L’altra domanda che potrei aver suscitato è il perché del doppio riferimento nel titolo di questo articolo a “senza grilletto” e “back tension”.
Il termine “rilascio a back tension” è diventato quello più usato quando ci si riferisce agli sganci a rotazione a testina fissa, mobile o ad incremento di tensione, ma è un nome scorretto.
La back tension è un metodo o uno stile che può essere applicato per far scattare qualsiasi tipo di sgancio, sia che esso sia a indice, a pollice o a movimento della mano. Preferisco il termine “sgancio senza grilletto” quando si parla di questi dispositivi che sono attivati solo dal movimento della mano, sia che esso sia di rotazione o di incremento di tensione. Lo sgancio privo di grilletto al quale mi riferirò nel resto di questo articolo sarà del tipo a testina mobile che è ancora uno dei più popolari di questa categoria, anche se la versione moderna del tipo ad incremento di tensione (il Carter Evolution e il Loesch) stanno facendo forti incursioni sul campo.

Lo sgancio a testina mobile, sebbene sia il più popolare, è ancora il più temuto e questo era uno dei problemi che iniziai a risolvere. Se potessi trovare un modo per insegnare a quegli arciere del “non posso” che in realtà possono, le mie vendite incrementerebbero ed essi realizzerebbero che questo tipo di sgancio, insieme ad un regime di allenamento mentale, potrebbe essere la risposta ai loro problemi di target panic.
Che cosa è stato che ha generato questa paura verso quello che di base è uno sgancio molto semplice e facile da usare?
Il problema di fondo era il fallimento degli arcieri nell’analizzare e capire esattamente come lavorano questi sganci. Mediamente la presentazione degli arcieri a questo sgancio a testina viene fatta da uno dei loro compagni di tiro che hanno tirato con uno di essi per anni e consapevolmente lo danno al loro amico ”Ecco, prova questo se vuoi liberarti del target panic”. Contemporaneamente l’“amico” ammicca al resto del gruppo in modo tale che gli altri non si perdano il divertimento. “Tira semplicemente con il dito indice e non partirà”. Naturalmente lui sta utilizzando quel rilascio da anni ed è settato esattamente dove un esperto lo vorrebbe avere, giusto al limite.

L’ignara vittima dello scherzo, grata per qualsiasi aiuto possa ottenere, prende il suo arco da 60 libbre con le sue hard cam caricate quasi al massimo, ma riesce solo a scorgere la sua freccia in carbonio da più di 20$ che si dirige verso l’albero prima che il suo pugno incontri le sue labbra e che lui si aggomitoli per terra con il resto del gruppo. Ovviamente gli altri sono caduti per le risate, ma lui per il count down fino a 10, di solito con un dente lento o un labbro rotto. Così, la frase in apertura di questo pezzo è stata messa in testa ad un altro arciere (e voglio proprio dire messa in testa).

Il sentire costantemente queste parole alla fine mi ha condotto all’idea di attingere in questa vasta piscina dei tiratori con lo sgancio, molti dei quali stavano anche iniziando ad avere i primi sintomi del target panic. Se potessi sviluppare un modo che garantisse un metodo “libero dai pugni” per imparare a tirare con lo sgancio a testina, potrei diventare “il Pifferaio Magico dello sgancio senza grilletto” che conduce gli arcieri sul sentiero del recupero dal target panic e che nello stesso tempo crea una buona pensione per se stess.
Nel corso degli anni sono stati scritti parecchi articoli su “come fare” per attivare nel modo corretto il tiro con uno sgancio di questi, ma, per quanto possa ricordare, nessuno ha mai messo insieme un metodo vero e sicuro per insegnare ad un completo novizio ad imparare da solo a tirare con esso.

Ho iniziato a mettere in ordine nella mia mente i passaggi base di cui avrebbe avuto bisogno un piano del genere per riuscire ad avere successo realizzandosi in un modo sicuro di tirare. Ho adottato la frase “Sure Fire” (Tiro sicuro) come nome del mio nuovo kit. Ha un suono positivo e mitiga alcune delle idee negative già radicate nella mente delle persone. La seconda cosa che volevo mettere in atto era renderlo facile da fare. In altre parole: nessun rischio monetario e una garanzia di “nessun pugno”.
La parte economica di questo era semplice, c’era la promessa che non sarebbero state fatte domande, che fosse sicuro e la garanzia che i soldi sarebbero stati restituiti.
Mio genero ebbe l’idea per l’icona buffa e disegnò il personaggio (vedi la figura); lo abbiamo chiamato “Punchy” e simboleggia il nostro impegno nel processo di apprendimento senza pugni promesso quando si acquista il kit.
Poi venne l’idea base dell’attuale metodo di allenamento “pratico”, ma dato che avremmo venduto solo il kit e non una sessione di allenamento personalizzato, realizzare un video sembrava la cosa più vicina all’essere veramente con un allenatore.

Se ricordate la mia affermazione precedente, la ragione principale per cui la maggior parte degli arcieri non riesce ad imparare ad utilizzare questo sgancio da sola è la mancanza di una completa e precisa comprensione di come esso lavori e perché possa aiutare a superare il target panic.
Il punto logico per iniziare il video era il principio, una manciata di parti dello sgancio che dovevano essere assemblate in un dispositivo utilizzabile per tirare.
Non c’è strada migliore per capire che quella di essere faccia a faccia con un congegno “costruito da sé”. Per facilitare la procedura di assemblaggio ogni parte è mostrata e le è attribuito un nome attraverso il quale possa essere identificata. La parte a cui mi riferisco come camma è anche ampiamente conosciuta come lunetta, quindi per essere sicuri che siamo tutti allo stesso punto iniziamo con una parte di nomenclatura.

A questo punto sulla registrazione sono date alcune regole di sicurezza rivolte a tutti gli arcieri in generale, ma che devono essere sottolineate maggiormente quando si cerca di imparare una tecnica nuova e forse azzardata.

Ora la parte difficile: come sviluppare un metodo sicuro per imparare ad aprire e tirare il vostro arco senza paura. Abbiamo deciso che la lunetta piena (vedi foto 2) sarebbe stata il metodo migliore per rendere il processo infallibile, dato che un tiro può essere simulato senza il rilascio reale della corda. Il modo in cui lo sgancio normalmente lavora è il seguente.

La parte a cui mi riferisco come dente (vedi foto 3) è montata nella testina utilizzando un perno di 1⁄8˝ (circa 3 mm). Una mezza lunetta è montata (vedi foto 4) in uno scasso nell’impugnatura e insieme alla testina è fissata sull’impugnatura stessa utilizzando una seconda spina da 1⁄8˝(3 mm) che attraversa anche la camma. Una vite d’arresto passa attraverso il collo del corpo dello sgancio e sopra alla parte inferiore dello scasso dove si appoggia contro la lunetta (e si accosta sulla camma bloccandola). Una volta stretti, la lunetta e il perno sono bloccati sull’impugnatura dalla pressione della vite, ma la testina e il dente sono liberi di ruotare sull’estremità dello stesso perno (vedi foto 5).

Quando un loop è attaccato alla parte ad uncino del dente si impernia e fa in modo che il bordo del dente strisci sulla superficie della camma. Quando viene tirato con la maggior parte della pressione sul dito indice, l’impugnatura ruota in senso antiorario facendo in modo che lo sgancio non parta durante la trazione (si spera). Dopo essersi ancorati, l’impugnatura dello sgancio viene ruotata in senso orario portando il bordo della camma più vicino a quello del dente.Quando le due estremità si uniscono, il dente è libero di ruotare e la corda viene “sganciata”.Tutto ciò avviene a causa di un lento e controllato movimento della mano, utilizzando un cambiamento di pressione dall’indice al medio e all’anulare e una continua rotazione indietro e leggermente verso il basso del gomito di trazione. Questa rotazione è realizzata utilizzando i muscoli della schiena per avvicinare le scapole.

Per i principianti tale movimento della mano accade troppo spesso durante il ciclo di trazione, portando lo sgancio a partire prematuramente e incorrendo nel temuto pugno sul naso.Questo problema si risolve utilizzando, quando si imparano le basi del ciclo di trazione, la lunetta piena apposta per l’esercizio. Piuttosto che far in modo che il dente ruoti molto prima di rilasciare la corda, la camma con il clicker lascia solo andare il bordo del dente in una tacca lavorata su di essa, causando un click sonoro invece di un tiro effettivo.
L’arco può essere quindi scaricato e il ciclo di trazione ripetuto.
Questo permette di arrivare ad essere a proprio agio con l’uso dello sgancio e di capire come esso debba essere regolato per avere la giusta rotazione prima che parta. La regolazione è fatto svitando la vite e ruotando il bordo della camma più vicino o più lontano dal bordo del dente ed è resa meno critica dalla lavorazione di una scanalatura molto piccola sul bordo della camma che dà un click di avvertimento che lo sgancio è molto vicino a partire. A questo punto si può entrare nella procedura di tiro e iniziare la trazione finale con la schiena che porterà lo sgancio a partire.

Il clicker serve anche come un dispositivo di sicurezza udibile durante l’apertura dell’arco. Se si sente il click durante la trazione si può scendere e ricominciare invece di farsi scappare la corda troppo presto e darsi un pugno. Il click non toglie, come alcuni pensano, l’elemento sorpresa del tiro, poiché è utilizzato come l’ultimo passaggio della sequenza precedente la fase del rilascio.
Una volta entrati nel ciclo della mira effettiva e del tiro le cose sono esattamente le stesse, con o senza il click, si rinuncia ad un tiro che è diventato troppo lungo nello stesso modo. La pressione viene tolta dal medio e dall’anulare e riportata sull’indice, facendo tornare lo sgancio nella sua posizione di sicurezza. La camma col clicker, tra l’altro, ha due lati, uno con il pre-click e uno senza, dando modo di allenarsi con o senza il click.
Un altro dispositivo di sicurezza aggiunto allo sgancio d’allenamento è un polsino (vedi foto 6), che impedisce di lasciar andare l’intero sgancio e tirarlo oltre l’arco. Il polsino può essere anche regolato in modo tale da togliere una parte della potenza di trazione dell’arco dal vostro dito indice durante la trazione.

Questo può essere importante se state passando da uno sgancio a polso, permettendovi di sviluppare la forza in più necessaria sull’indice durante la trazione. Lasciar andare lo sgancio può sembrare un’eventualità un po’ remota,ma con gli archi di oggi con le hard cam anche solo un piccolo cedimento in avanti può strapparti lo sgancio dalle mani (posso attestarlo da un’esperienza personale). Gli arcieri con casi gravi di target panic possono anche cedere quando il mirino arriva sul giallo, causando ogni sorta di strana reazione.
Una volta che siete soddisfatti di avere sviluppato un tiro controllato, dalla trazione al rilascio, usando la lunetta di allenamento, potete montare una delle due lunette da tiro (vedi nuovamente foto 2): una ha il click, l’altra è liscia. Guardando la relazione tra il bordo della lunetta e quello del dente sulla camma di allenamento si può fare un aggiustamento iniziale in quella da tiro, che dovrebbe dare una sensazione molto simile a quella d’allenamento.

Da questo punto in avanti dovreste spendere un po’ di tempo per abituarvi alla sensazione di uno sgancio a sorpresa tirando molte frecce da vicino sulla paglia o su un bersaglio molto grande. Questo svilupperà di più il vostro livello di agio provato con questo nuovo stile di tiro prima di affrontare la sfida della gara a bersagli più lontani e più piccoli che possono portare la ricomparsa di sintomi del target panic.
Se vi accorgete di scivolare di nuovo nelle vostre vecchie abitudini, tornate indietro a tiri da vicino a bassa pressione per un ulteriore rinforzo delle lezioni imparate. 

L’appunto finale che vorrei fare è che non c’è assolutamente nessuna ragione per cui un arciere, non importa quanto giovane, inesperto o spaventato da questo stile di sgancio, non possa imparare, a proprio vantaggio, in sicurezza e con agiatezza ad usarne uno.
Anche se lo utilizzate solo in allenamento e continuate ad impiegare uno sgancio a grilletto in gara, avrete imparato il modo giusto di utilizzare qualsiasi sgancio, con i muscoli della schiena, e potrete tornare allo sgancio a rotazione se le cose iniziano ad andare male con il grilletto. Ricordatevi che è un metodo d’allenamento “sure Fire” e che noi ve lo garantiamo rimborsandovi se non siete soddisfatti.

Joe Bauernfeind
Zenith Archery Products
www.zenitharchery.com
1.631.929.3223



Per abbonarsi ad Archery Focus clicca qui.